pEEG in sala operatoria e terapia intensiva: cosa dicono le nuove Raccomandazioni SIAARTI


“Sembra paradossale il fatto che il cervello, organo sul quale agiscono molti dei farmaci che quotidianamente gli anestesisti somministrano ai pazienti in sala operatoria e gli intensivisti in terapia intensiva, raramente sia monitorizzato per acquisire informazioni sull’effetto dei farmaci stessi.”

 

Con questa riflessione si aprono le Raccomandazioni di Buona Pratica Clinico-Assistenziale (RBPCA) dal titolo “Appropriatezza clinica nel monitoraggio della profondità dell’anestesia in sala operatoria e della sedazione in terapia intensiva”, recentemente pubblicate dalla SIAARTI (Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva). 

Il documento, disponibile online sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità (link ipertestuale a https://www.iss.it/-/rbpca-00124) e sul sito della SIAARTI, affronta il tema dell’appropriatezza clinica del monitoraggio della profondità di anestesia in sala operatoria, con l’obiettivo di promuovere il monitoraggio con elettroencefalografia processata (pEEG) per migliorare la gestione dell’anestesia e della sedazione, supportando decisioni cliniche più consapevoli.

Abstract brain with neural activity graphic

RBPCA: LE METODOLOGIE IMPIEGATE

Dall’elaborazione delle Raccomandazioni è emersa la volontà di rispondere alla necessità di migliorare le decisioni cliniche in relazione al controllo della sedazione dei pazienti e fornire una guida chiara, realistica e applicabile nella quotidianità della pratica clinica per monitorare la sedazione dei pazienti, utilizzando il supporto dell’elettroencefalogramma processato. 

Il lavoro ha previsto, in conformità alle metodologie standard per la produzione di Raccomandazioni cliniche, una revisione sistematica della letteratura disponibile su PubMed identificando, tra 8885 risultati ottenuti, 64 articoli idonei per la revisione, a cui sono stati aggiunti ulteriori contenuti ritenuti di alta importanza scientifica. Successivamente, sono stati elaborati statement e relativi razionali, sottoponendoli poi a revisione esterna. Dal lavoro sono emersi 18 statement relativi a sei macrotematiche, che sono stati votati da un panel di specialisti: tecnologia dell’elettroencefalogramma (EEG) ed elettroencefalogramma processato pEEG, pEEG in anestesia nel paziente adulto, pEEG in anestesia nel paziente pediatrico, pEEG in terapia intensiva adulta e pediatrica, artefatti, pEEG ed outcome neurologici ed emodinamici. 

Amazing of an anesthesiologist with Glow HUD big icon of an anesthesia machine, monitoring patient sedation levels during a complex procedure, in a hightech surgical suite with blurry background, futuristic color, Closeup shot Sharpen

AWARENESS E CONTROLLO TRAMITE ELETTROENCEFALOGRAMMA

La relazione dose-risposta ai farmaci ipnotici e analgesici è estremamente variabile e imprevedibile da paziente a paziente. In anestesia il fenomeno dell’awareness, cioè la riacquisizione della coscienza da parte del paziente durante un intervento in anestesia generale, si verifica poco frequentemente (0,1-0,2% dei casi); tuttavia, l’evenienza è associata a conseguenze molto gravi e a lungo termine per il paziente, in quanto nella finestra di coscienza può arrivare a ricordare suoni, voci, sensazioni tattili e dolore e si può associare alla comparsa di ansia e disturbo post-traumatico da stress. La probabilità che questo evento si verifichi è significativamente più bassa quando l’anestesia generale è supportata dall’elettroencefalografia, specialmente in caso di anestesia totalmente endovenosa. 

L’utilizzo dell’EEG tradizionale nella forma della traccia grezza può essere complesso per i clinici meno esperti, dal momento che richiede l’utilizzo di diversi elettrodi e la lettura simultanea delle tracce sul monitor di rilevazione; infatti, il panel di esperti consiglia l’implementazione di corsi di formazione per l’interpretazione della traccia EEG grezza. Laddove l’indicazione clinica sia legata alla necessità di monitorare la profondità dell’ipnosi, si utilizzano preferibilmente monitor che analizzano la traccia EEG in continuo, e forniscono dei parametri numerici utili a quantificare in modo semplice lo stato di ipnosi. Gli EEG processati sono strumenti con un unico dispositivo di lettura che, oltre a mostrare la traccia EEG grezza, la analizzano e restituiscono dati numerici che quantificano in tempo reale e in modo più semplice lo stato di ipnosi e di attività elettrica di uno o entrambi gli emisferi, dal momento che utilizzano generalmente un numero minore di elettrodi (tre o quattro). 



MONITORAGGIO DELLO STATO DI IPNOSI IN SALA OPERATORIA E IN TERAPIA INTENSIVA: RISULTATI DEL PANEL

Il panel di clinici ha ritenuto che i sistemi di pEEG siano appropriati per essere utilizzati nella pratica clinica quotidiana in sala operatoria o in terapia intensiva nel paziente adulto per rilevare la profondità dell’anestesia, raggiungendo per gli statement un accordo del 100%. Il panel, inoltre, ha ritenuto che sia appropriato l’utilizzo di un sistema pEEG durante l’anestesia generale con miorisoluzione al fine di ridurre il rischio di awareness.

La sedazione riveste primaria importanza nel trattamento quotidiano del paziente critico in terapia intensiva: si tratta, infatti, di pazienti che necessitano di vari livelli di sedazione a seconda delle patologie, delle necessità cliniche e delle eventuali comorbidità.

Il gruppo di studio è stato unanime nel suggerire di utilizzare il pEEG nei pazienti in sala operatoria e in terapia intensiva, per abbassare il rischio di sotto-dosaggio farmacologico e la durata degli eventuali periodi di burst suppression (un pattern EEG associato a un aumentato rischio di delirium post-operatorio e di sovra-dosaggio).

Il cervello è diverso da paziente a paziente, quindi la risposta dei farmaci anestetici è sempre diversa - 6

ANESTESISTI, MA NON SOLO

Il documento è espressamente rivolto al personale coinvolto nel monitoraggio e nella gestione della sedazione e della tecnologia pEEG: medici anestesisti-rianimatori operanti in sala operatoria e terapia intensiva; tuttavia, i contenuti appaiono rilevanti per gli infermieri di area critica, professionisti importanti nella fase pre-analitica e analitica del monitoraggio stesso. 

Il panel, quindi, raccomanda l’implementazione delle Raccomandazioni a livello pratico tramite la collaborazione tra queste figure professionali all’interno del team multidisciplinare.

 

Il lavoro è stato coordinato dal Prof. Stefano Romagnoli e ha visto la collaborazione tra SIAARTI, Cittadinanzattiva e ANIARTI (Associazione Nazionale Infermieri di Anestesia Rianimazione e Terapia Intensiva), l’associazione scientifica di riferimento degli infermieri di terapia intensiva.

Caucasian Male and Female Surgeons Analyze Scans on a Digital Monitor, Planning Surgical Strategy in a High-tech Operating Room. Colleagues Working Together, Preparing for Surgery

MONITORAGGIO CON pEEG: I VANTAGGI

In conclusione, il monitoraggio delle onde cerebrali può supportare in modo sostanziale sia l’equipe di sala operatoria sia il team di terapia intensiva che monitorano e intervengono su pazienti, rispettivamente, in narcosi e in sedazione. I vantaggi sono molteplici, da una maggiore comprensione del loro stato neurologico alla possibilità di applicare una gestione più personalizzata dei farmaci analgo-sedativi, limitandone gli effetti indesiderati. 


Bibliografia

Appropriatezza clinica nel monitoraggio della profondità dell’anestesia in sala operatoria e della sedazione in terapia intensiva. Versione 1.2 del 30/12/2025.

Disponibile su: https://www.iss.it/documents/20126/10618387/RBPCA-00124_SIAARTI_202512.pdf/80479db8-76e2-4047-0bff-a26755a88ced?t=1768395661323